
Notturno. Odor di reti stillanti luna,
e i miei passi tra le case, là alla spiaggia,
verso l’ampio del Tigullio respiro.
Verso di Tè che dal portico fuori
la luce del faro ti spingeva
lunga d’ombra a tagliarmi il passo.
E l’ombra, il tuo sguardo, mi diceva caldo.
E il vibrar le labbra, e i seni sotto la veste.
Tenue acredine, selvaggia, salsa,
odore di foreste devastate, alberi neri,
cortecce d’alghe notturne avvinte a scogli di lavagna.
Mani che si cercano danzando,
e si toccano umide di desiderio.
Sete di riflessi pulsanti, luci di pupille,
come d’acqua sotto le lampare,
macchie di chiaro che vanno, si dilatano, ritornano,
chinano morbide sul mare ipnotiche meduse.
E il nostro bacio che non voleva finire.
Sogno. Sogno caldo, come il graffio della sabbia sulla pelle,
come il colore dei tuoi seni di sole maturi.
Beppe Devoti
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Ciao Giancarlo